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Cosa succede se la popolazione effettiva è troppo piccola?

Una delle conseguenze è che il coefficiente di inbreeding cresce ad ogni generazione. In realtà, questo accade per tutte le popolazioni di dimensioni finite, ma in quel caso la selezione naturale probabilmente si applicherà agli individui maggiormente frutto di inbreeding, in modo da attestare ragionevolmente bassi incrementi di inbreeding e mantenere lo status quo. È inoltre noto che il numero di cellule germinali che vengono fertilizzate è maggiore rispetto al numero dei discendenti che nascono poi dalla cucciolata ed una teoria ritiene che questi feti prematuri debbano "lottare" per avere il loro posto nell'utero e che più numerosi feti omozigoti ci sono, meno probabilità hanno di sopravvivere. Comunque, questa teoria deve essere ancora provata.

Cosa provoca l'incremento del coefficiente di inbreeding generazione per generazione? All'inizio, non molto. Almeno fino al raggiungimento di un certo livello critico, dopo il quale è tipicamente più difficile intraprendere azioni correttive. E' molto meglio iniziare a lavorare contro questi problemi prima che sorgano i loro sintomi. Il problema pedagogico parte quindi da coloro che iniziano ad allevare con troppi pochi individui e non riescono a visualizzare subito i problemi che questo provocherà. Pensano "Ho allevato in questo modo per molti anni e non ho mai avuto problemi". Ma come possiamo vedere, "prova e sbaglia" non è un buon approccio qui! Quando appare l'errore è troppo tardi per aggiustare il tutto in modo semplice.

Ma allora, perchè l'inbreeding diventa così pericoloso? Una cosa - di cui è a conoscenza ogni allevatore preparato - è che esso implica aumentare il rischio di duplicare geni recessivi pericolosi o letali. Diversamente, il doppio insieme di cromosomi ci protegge, in senso lato, da questi rischi in una popolazione in cui non ci sia troppo inbreeding. Tutti gli individui portano con se alcuni (pochi) geni recessivi che possono essere pericolosi. Alcune persone pensano che l'inbreeding ripulisca dai geni recessivi dannosi e renda più sane le razze per il futuro. Ma innanzitutto, l'inbreeding non ripulisce niente di per sè, deve essere combinato con una strettissima selezione per eliminare geni indesiderati. Secondo, si dovrebbe applicare l'inbreeding in senso molto stretto per ottenere tutti o quasi tutti loci omozigoti, in modo da vedere di quali siano portatori i gatti ed escludere i geni indesiderati. Incrociate una femmina con un suo fratello diretto e otterrete che il 25% di tutti i loci sono omozigoti. Quindi incrociate due di questi discendenti tra di loro e il 37,5% dei loci saranno omozigoti. E quindi prendete due di questi nuovi discendenti e incrociateli tra di loro! Ora l'inbreeding è talmente stretto che molti allevatori tornerebbero indietro. Ma ancora "solo" il 50% dei loci sono omozigoti. Così, nonostante questo drastico inbreeding, perdermo comunque alcuni degli altri geni recessivi e potenzialmente pericolosi.

Ma assumiamo di proseguire su questa strada! Alleviamo una linea attorno al 100% di omozigosi, selezionando strettamente e costantemente contro geni pericolosi. Tutti gli individui avranno allora esattamente lo stesso genotipo, eccetto il fatto che i maschi dovranno avere un cromosoma Y dove le femmine hanno una X.

Ok, servono un pò di sforzi e di soldi per mantenere questa cosidetta linea isogena e molti gatti moriranno strada facendo. Ma se sappiamo infine di avere raggiunto questo punto, allora abbiamo una linea che è sana al 100% da un punto di vista genetico!! Evviva!!

E' possibile, è fattibile, se sarete abbastanza accorti da non far incrementare il livello di omozigosi più rapidamente di quanto ci mettete ad eliminare i geni cattivi. Questo è stato fatto sui topi usati per test scientifici. Funziona bene! Ma... hanno ottenuto solo di far sopravvivere circa una linea su venti. Le altre 19 linee sono morte durante il processo. Forse è meglio non usare questa strada?

Inoltre, il sistema immunitario non è molto efficiente negli individui omozigoti. Il sistema immunitario funziona molto meglio se i loci interessati sono eterozigoti, perchè questo da all'individuo la possibilità di sviluppare DIVERSI tipi di anticorpi, non solo molti anticorpi dello STESSO tipo. Questo non è un problema prioritario in un laboratorio che lavora sui topi, visto che il loro ambiente è piuttosto protetto da malattie contagiose e indesiderate e visto che la morte di un topo non è esattamente una tragedia per un laboratorio. Al contrario un ben più amato animale domestico che muoia è molto più triste per la sua famiglia. Hmm... Forse non è poi una così buona idea?!

In cima a tutto questo, possono accadere delle mutazioni spontanee che potrebbero distruggere il vostro bel genotipo, con il tempo. Potete contare su una o due mutazioni in ogni individuo.

Credo sia meglio cambiare la nostra strategia!

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